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Cofra nasce a Barletta nel 1938 come Cortelgomma, laboratorio fondato da Ruggiero Cortellino per produrre calzature da lavoro con materiali recuperati da pneumatici e uniformi militari. In pochi anni l'attività artigianale cresce fino a distribuire centinaia di paia di calzature in tutta Italia. Nel 1983 assume il nome COFRA sotto la guida di Giuseppe Cortellino e avvia l'internazionalizzazione. L'espansione oltre i confini dell'Unione Europea prende slancio nel 2003; nel 2004 nasce la divisione abbigliamento, ampliando una competenza sviluppata nel settore delle calzature professionali.
L'abbigliamento antinfortunistico Cofra riunisce capi e calzature destinati alla protezione durante attività forestali, agricole, edili, industriali e logistiche. La selezione comprende soluzioni per il lavoro con motoseghe e utensili taglienti, insieme a scarpe e stivali protettivi per diversi ambienti operativi. COFRA controlla il processo produttivo e sottopone materie prime e articoli finiti a verifiche nei propri laboratori chimico e fisico, prima delle certificazioni affidate agli enti autorizzati.
In questa pagina sono presenti anche le seguenti tipologie di abbigliamento antinfortunistico Cofra, dedicate alla protezione del corpo, delle gambe e dei piedi.
Su AgriEuro è possibile selezionare l'abbigliamento antinfortunistico Cofra in base alle caratteristiche tecniche, così da individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze operative. La scelta deve partire dal rischio specifico, dalla parte del corpo da proteggere e dalle condizioni reali di lavoro.
La gamma risponde alle necessità di un impiego professionale in attività forestali, agricole, edili e industriali, oltre che di un utilizzo hobbistico esigente nella cura del bosco e nella preparazione della legna. La selezione va sempre collegata alla valutazione dei rischi e alle istruzioni previste per l'attrezzatura impiegata.
Le diverse famiglie permettono di comporre una dotazione coerente con la mansione e con le zone del corpo esposte. Giacche, pantaloni, gambali, scarpe e stivali svolgono funzioni complementari e non sono intercambiabili. Prima della scelta occorre verificare scheda tecnica, marcatura, taglia e compatibilità con gli altri DPI indossati.
Le giacche antitaglio antinfortunistiche Cofra sono destinate alle lavorazioni nelle quali la parte superiore del corpo può essere esposta al contatto accidentale con strumenti taglienti. La loro struttura abbina materiali resistenti e inserti protettivi collocati nelle zone previste dal progetto del capo. La vestibilità deve consentire di impugnare l'attrezzatura, piegare le braccia e muovere il busto senza spostare le parti protettive. Chiusure, polsini e regolazioni contribuiscono a mantenere la giacca correttamente posizionata durante potatura, abbattimento, sramatura e manutenzione forestale. Anche il peso e la traspirabilità incidono sul comfort nelle sessioni prolungate o con temperature miti. La giacca va coordinata con pantaloni antitaglio, calzature adatte, guanti, casco, visiera e protezione acustica quando richiesti dalla valutazione dei rischi. Occorre infine consultare marcatura e nota informativa del modello, perché superficie protetta e prestazioni possono cambiare tra articoli diversi.
Gli aspetti principali da confrontare comprendono:
I pantaloni e gambali antitaglio Cofra proteggono gli arti inferiori nelle operazioni con motosega e altri utensili affilati, secondo le prestazioni dichiarate per ciascun articolo. I pantaloni offrono una copertura integrata e una vestibilità simile a quella di un capo da lavoro tecnico; i gambali costituiscono invece una protezione da indossare sopra l'abbigliamento compatibile. La scelta dipende dalla frequenza delle attività, dalla durata del turno, dalla mobilità richiesta e dalla superficie protetta dal modello. Inserti, rinforzi e conformazione ergonomica devono restare nella posizione prevista anche quando l'operatore si piega, cammina su terreni irregolari o movimenta il legname. Tasche e dettagli funzionali non devono interferire con la protezione. Taglia e regolazioni meritano particolare attenzione, poiché un capo troppo largo o stretto può ostacolare i movimenti. Lavaggio, asciugatura e ispezione vanno eseguiti secondo l'etichetta e la nota informativa.
Per confrontare i modelli è utile considerare:
Le scarpe e gli stivali protettivi antinfortunistici Cofra coprono esigenze che vanno dal rischio di urto e schiacciamento alla perforazione, allo scivolamento e, nei modelli specifici, al taglio da motosega. La configurazione cambia in base alla destinazione dichiarata: puntale, lamina, battistrada, tomaia e altezza del gambale concorrono alla prestazione complessiva. Per lavori forestali occorre cercare una calzatura espressamente certificata per la resistenza al taglio da sega a catena, verificando norma e livello indicati nella scheda. Un modello COFRA dedicato può includere tomaia con protezione antitaglio, puntale resistente a 200 J e lamina non metallica; queste dotazioni non vanno estese automaticamente all'intera gamma. Calzata, sostegno della caviglia e aderenza del fondo devono risultare coerenti con terreno e postura. La misura corretta lascia spazio alle dita senza consentire movimenti eccessivi del piede all'interno della calzatura.
Prima dell'acquisto conviene verificare:
AgriEuro affianca alla scelta dell'abbigliamento antinfortunistico Cofra servizi dedicati prima e dopo l'ordine. Le informazioni disponibili aiutano a confrontare le proposte e a seguire il prodotto anche dopo la consegna.
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La scelta parte dai rischi della mansione, non dal solo tipo di capo. Occorre verificare quali parti del corpo sono esposte, gli utensili impiegati, l'ambiente, la durata dell'attività e le norme indicate nella scheda tecnica. Taglia e vestibilità devono mantenere le protezioni nella posizione prevista senza ostacolare i movimenti. Per un'attività professionale, la selezione dei DPI va collegata alla valutazione dei rischi e alle disposizioni aziendali.
L'abbigliamento da lavoro può offrire praticità, riconoscibilità e resistenza all'usura, ma non ogni capo protegge da un rischio specifico. Un indumento classificato come DPI riporta marcatura, norma di riferimento, livello o classe quando previsti e istruzioni del fabbricante. Prima dell'acquisto è quindi necessario controllare la documentazione del singolo articolo, senza dedurre la protezione dall'aspetto o dalla robustezza del tessuto.
La giacca antitaglio è indicata quando la valutazione dell'attività rileva un rischio per busto e arti superiori. Può essere pertinente in lavori forestali, potatura in quota o operazioni nelle quali posizione e traiettoria dell'attrezzo espongono la parte alta del corpo. Deve integrare, non sostituire, gli altri DPI richiesti. Superficie protetta, norma e prestazioni vanno controllate nella scheda del modello.
La scelta dipende da copertura richiesta, frequenza di impiego e modalità operative. I pantaloni integrano la protezione in un capo completo e sono adatti a sessioni continuative; i gambali si indossano sopra un abbigliamento compatibile e possono risultare pratici per attività circoscritte. In entrambi i casi occorre verificare superficie protetta, taglia, sistemi di fissaggio e prestazioni dichiarate, senza considerarli automaticamente equivalenti.
La taglia corretta segue la tabella del produttore e le misure effettive del corpo, considerando gli strati indossati sotto il DPI. Il capo non deve comprimere né creare eccessi di tessuto che possano impigliarsi o spostare gli inserti. È utile controllare la libertà nei movimenti tipici della mansione, come piegarsi, accovacciarsi e sollevare le braccia, mantenendo chiusure e regolazioni correttamente fissate.
Il lavaggio deve seguire esclusivamente etichetta e nota informativa del modello. Temperatura, programma, detergente, asciugatura e numero di cicli ammessi possono incidere sulle prestazioni del capo. Non vanno applicati trattamenti, modifiche o riparazioni non autorizzate. Dopo ogni lavaggio è opportuno controllare tessuto, cuciture, chiusure e zone protettive prima di rimettere il DPI in servizio.
Il capo va ritirato dal servizio quando presenta danni che possono compromettere la protezione o quando ricorrono i criteri di sostituzione indicati dal fabbricante. Tagli, strappi, abrasioni profonde, inserti alterati, cuciture aperte o contaminazioni richiedono un controllo accurato. Dopo un contatto con la catena della motosega non si deve continuare a utilizzare il capo senza seguire le indicazioni specifiche del produttore.
No, una comune scarpa di sicurezza non offre automaticamente protezione dal taglio di una sega a catena. Per questo rischio occorre un modello espressamente progettato e certificato secondo la norma indicata nella documentazione del prodotto, con relativo livello quando previsto. Puntale e lamina antiperforazione coprono rischi differenti e non sostituiscono la protezione antitaglio dedicata.
Occorre verificare rischi coperti, marcatura, puntale, lamina, caratteristiche della suola, altezza della tomaia e calzata. Per terreni forestali contano anche sostegno della caviglia, aderenza e protezione specifica da motosega, se richiesta. La scheda del modello chiarisce quali dotazioni siano effettivamente presenti. La misura deve stabilizzare il piede senza comprimere dita e collo del piede.
No, un DPI antitaglio riduce l'esposizione entro le condizioni e le prestazioni previste, ma non rende immune l'operatore. Deve essere scelto correttamente, indossato secondo le istruzioni, mantenuto integro e abbinato agli altri DPI richiesti. Formazione, tecniche di lavoro corrette, manutenzione dell'attrezzatura e rispetto delle distanze di sicurezza restano parti indispensabili della prevenzione.