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Le diraspatrici e pigiatrici Baesso sono macchine enologiche destinate alla prima lavorazione dell’uva dopo la vendemmia. La storia dell’azienda inizia nel 1895 a Santa Maria di Non, dove il maestro bottaio Ilario Baesso avviò un laboratorio dedicato a botti e tini. L’attività proseguì con il figlio Fausto e, dopo gli anni Sessanta, si estese ai torchi per vinacce, alle pigiatrici e alle diraspatrici. Dagli anni Ottanta la produzione si ampliò anche alle macchine per la pigiatura delle mele e ad altre attrezzature per la lavorazione della frutta. La gamma conserva così una specializzazione maturata attraverso più generazioni e rivolta alla vinificazione e alla produzione di succhi su piccola scala.
La selezione disponibile su agrieuro.momprende due tipologie di macchine Baesso:
Su AgriEuro è possibile selezionare le diraspatrici e pigiatrici Baesso in base alle caratteristiche tecniche, così da individuare la macchina coerente con la quantità di uva e il tipo di lavorazione richiesto. I principali elementi da valutare sono i seguenti:
I modelli manuali più compatti rispondono a un impiego limitato o hobbistico, come la vinificazione domestica e la lavorazione occasionale di piccole raccolte. Le macchine con tramoggia più ampia e capacità superiore si adattano a lavorazioni hobbistiche più consistenti, sempre nel rispetto dei valori dichiarati nella relativa scheda tecnica.
Le macchine Baesso presenti su AgriEuro rispondono a due differenti modalità di preparazione dell’uva. La scelta dipende dalla volontà di eseguire soltanto la pigiatura oppure di aggiungere anche la separazione dei raspi. La configurazione a barella agevola in entrambi i casi lo scarico nel recipiente sottostante.
Le pigiatrici a barella Baesso eseguono lo schiacciamento degli acini senza separare preventivamente i raspi. I grappoli vengono versati nella tramoggia superiore e raggiungono la coppia di rulli, azionata manualmente mediante il timone laterale. La pressione apre gli acini e favorisce la fuoriuscita del primo mosto, preparando l’uva alle successive fasi di vinificazione. La distanza tra i rulli può essere regolata nei modelli predisposti, così da adattare il grado di pigiatura alle condizioni dell’uva. La struttura a barella permette di sistemare la macchina direttamente sopra una tinozza compatibile, riducendo i passaggi necessari per raccogliere il prodotto. Queste pigiatrici sono indicate per lavorazioni domestiche, raccolte contenute e produzioni hobbistiche nelle quali si preferisce un azionamento manuale. Prima della scelta occorre confrontare dimensioni della tramoggia, produzione oraria, peso e misure della struttura.
Le caratteristiche operative principali comprendono:
Le pigiadiraspatrici a barella Baesso combinano lo schiacciamento degli acini con la separazione dei raspi. Dopo il caricamento nella tramoggia, l’uva raggiunge i rulli di pigiatura e passa quindi al sistema diraspante. L’albero a palette separa gli acini dalla parte legnosa del grappolo; la griglia lascia cadere il prodotto lavorato nel contenitore sottostante. I raspi seguono invece un’uscita distinta e possono essere raccolti separatamente. Questa configurazione riduce il numero di passaggi richiesti prima della fermentazione e mantiene compatta la postazione di lavoro. L’azionamento manuale consente di regolare il ritmo attraverso il movimento del timone, risultando adatto a raccolte contenute e piccole produzioni. Nella scelta vanno verificati produzione oraria, misure della tramoggia, materiali della griglia, peso e compatibilità della barella con la tinozza disponibile.
Il ciclo di lavorazione comprende tre funzioni collegate:
AgriEuro accompagna l’acquisto delle diraspatrici e pigiatrici Baesso con servizi dedicati alla consegna, alla manutenzione e al supporto successivo. Questi servizi facilitano la disponibilità nel tempo dei componenti e l’accesso a un’assistenza specializzata.
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La pigiatrice schiaccia gli acini per favorire la fuoriuscita del mosto, ma non separa i raspi. La pigiadiraspatrice riunisce pigiatura e diraspatura, dividendo il prodotto lavorato dalla parte legnosa del grappolo.
La struttura a barella permette di appoggiare la macchina sopra una tinozza o un recipiente compatibile. Il mosto o il pigiato cadono direttamente nel contenitore sottostante, senza richiedere una pompa di trasferimento integrata.
La scelta dipende dalla lavorazione prevista. Una pigiatrice è indicata quando serve soltanto schiacciare l’uva; una pigiadiraspatrice è adatta quando occorre anche separare gli acini dai raspi prima delle fasi successive.
L’azionamento manuale non richiede alimentazione elettrica e consente all’operatore di controllare direttamente il ritmo di lavorazione. È indicato per raccolte contenute, produzioni occasionali e postazioni prive di una presa di corrente vicina.
La separazione limita la permanenza della parte legnosa del grappolo nel prodotto destinato alla fermentazione. I raspi contengono sostanze tanniche e componenti vegetali che possono influire sul profilo del vino, secondo il procedimento enologico adottato.
La produzione oraria indica la quantità massima di uva lavorabile in condizioni definite dal produttore. Il valore reale può variare secondo regolarità del caricamento, caratteristiche dei grappoli, ritmo dell’operatore e condizioni della macchina.
Nei modelli predisposti, la distanza tra i rulli deve essere impostata seguendo il manuale della macchina e considerando le condizioni dell’uva. Una regolazione corretta favorisce l’apertura degli acini senza esercitare una pressione eccessiva sui vinaccioli.
La pulizia deve essere eseguita dopo la lavorazione, rimuovendo residui da tramoggia, rulli, griglia e zone di scarico secondo il manuale. Prima di intervenire occorre arrestare la macchina, renderla stabile e verificare che nessun organo possa muoversi accidentalmente.
Il recipiente deve avere dimensioni compatibili con i punti di appoggio della barella e una capacità coerente con il flusso di prodotto. Prima dell’avvio è necessario controllare che macchina e tinozza siano stabili e che lo scarico rimanga libero.
Occorre confrontare tipologia di lavorazione, produzione oraria, dimensioni della tramoggia, materiali, peso e ingombro. Per i modelli a barella va controllata anche la compatibilità con il recipiente destinato alla raccolta del mosto o del pigiato.